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Che fine faranno?

Pubblicato su News e progetti

10 marzo 2007

Gli studenti iscritti a Scienze del Turismo nel 2004/2005 erano 12.002, ai quali si aggiungono 341 studenti iscritti ai corsi di secondo livello (fonte: MIUR). Ma sono in tanti ormai a chiedersi perchè una offerta così ampia, e gli stessi studenti che hanno già terminato gli studi hanno preso coscienza di una realtà che non è affatto per loro favorevole.

Prendi una laurea nel turismo è il titolo del thread nel nostro Forum. “10, 100…forse arriveremo a 1000 lauree nel turismo! E’ opinione diffusa, in primo luogo di chi ha lavorato nell’istituzione delle lauree nel turismo..che ormai sono troppe, spesso inutili…….” .

Secondo un’indagine Excelsior, il sistema informativo Unioncamere che raccoglie dati su un campione di oltre diecimila imprese italiane, per il 2006 nel turismo si prevedevano 84000 entrate e circa 70000 uscite e quindi un totale di 13600 assunzioni in più ( 2,4%), la maggior parte di queste assorbita da imprese con meno di dieci dipendenti. La richiesta di laureati però, risulta davvero bassa: appena l’1,1% dei neo assunti dovrà possedere un titolo universitario e addirittura solo il 53% del totale delle entrate dovrà avere un diploma di scuola superiore, rispetto al 62% della media nazionale. Nel dettaglio delle 83950 assunzioni previste, solo un misero 370, lo 0,4%, avrà un titolo universitario, il 30,5% un diploma di scuola superiore e ben il 47,4 avrà il livello di scuola dell’obbligo. Le imprese dichiarano inoltre che assumeranno il 90% di dirigenti, professionisti specialistici e tecnici con diploma di scuola superiore, contro l’8,2% di laureati.

Insomma una situazione paradossale perchè le imprese, anche perché sono per lo più medio piccole, non ricercano grandi numeri di laureati, non ne prevedono l’impiego e forse non sanno nemmeno che farsene.

E la situazione per gli enti pubblici, non è affatto diversa (si leggano a tal proposito gli argomenti nel Forum).

In altri paesi europei, come la Francia, non sono attivati corsi di laurea in campo turistico ma alcuni corsi di specializzazione post laurea.

Allora sorgono spontanee le domande: a chi interessa mantenere questo numero così elevato di corsi di laurea nel turismo? E che fine faranno tutti questi laureati?

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Commenti

Paqui 20/07/07 - 7:14 am

Sostanzialmente è una laurea inutile per i motivi illustrati nell’articolo. Nel mondo del turismo sono richiesti camerieri,barmen,receptionist, guide,intrattenitori,animatori, cuochi, pizzaioli, aiuto cuochi ecc.,insomma tutte figure professionali che non c’entrano nulla con le lauree in scienze turistiche e simili. Spesso invece è richiesta la conoscenza di due o tre lingue straniere che invece non hanno un gran peso all’interno dei suddetti corsi di laurea. Anche se un giovane laureato in discipline turistiche volesse aprire un agenzia viaggi deve sostenere prima l’esame da direttore tecnico e per sostenerlo deve possedere dei requisiti che difficilmente un giovane possiede(anni di lavoro in un adv).
L’unico gran beneficio che questi corsi di laurea hanno portato è stato probabilmente quello di attirare iscritti là dove è stato istituito, ma di certo ha rovinato tanti giovani che dopo la laurea SI SON VISTI PRATICAMENTE SENZA PROSPETTIVE LAVORATIVE ed hanno maturato la consapevolezza che per lavorare nel turismo a poco serve la laurea in discipline turistiche( ad. esempio per diventare direttore tecnico di agenzie di viaggio è sufficiente il diploma superiore e l’esame di abilitazione, per allievo manager in autogrill pure è sufficiente solo il diploma). Inoltre, all’età in cui si terminano gli studi diventa poi anche difficile ri-orientarsi verso altri settori e la laurea in discipline turistiche diventa quasi un peso, uno scomodo interrogativo cui in ogni colloquio bisognerà rispondere, perchè giustamente un selezionatore vorra sapere come mai con una laurea in discipline turistiche ci si candida per un lavoro che non c’entra praticamente nulla.

Mario De Filippis 22/07/07 - 11:22 am

Salve ,mi fa piacere che qualcuno ne parli.Lavoro nel settore turistico da + di 20 anni.Francamente ho notato che coloro che lavorano in questo settore non sono laureati,una % maggiore sono diplomati.Ho visto persone occupare posti da direttori,vice direttori,capi reparto senza possedere un titolo idoneo,senza conoscere almeno una lingua straniera ma solo per avere alle spalle un pò di esperienza.Avere un curriculum invidiabile non è sinonimo di garanzia nella ricerca di un posto di lavoro.Le aziende turistiche sono nella maggior parte dei casi a conduzione familiare.Garantiscono solo lo sfruttamento del dipendente.Ci sarebbero da dire tante cose ,non voglio prolungarmi.Il settore resto uno dei + difficili a pari livello con quello edile e agricolo.Non esistono regole.

Holly85 28/08/07 - 3:47 pm

Salve. A ottobra comincerò l’ultimo anno del corso di laurea in scienze del turismo e comunità locale presso l’università degli studi di milano-bicocca…leggendo i vostri commenti mi avete però “messo in crisi”. Già all’inizio dell’anno, leggendo alcuni articoli sui giornali, mi era passata per la testa l’idea di abbandonare gli studi..nessuno cerca ragazzi con il pezzo di carta in mano ma solo ragazzi con esperienza! Ho mandato già un sacco di CV ad agenzie di viaggio della mia zona ma nessuna mi ha mai risposto, però pensavo che questo era determinato dal fatto che non avessi un diploma “adatto” (sono diplomanta all’istituto tecnico commerciale), ma che una volta presa la laurea breve nel turismo mi avrebbero sicuramente preso di più in considerazione. Ora però da quello che ho letto e dai vostri commenti, penso che nemmeno dopo aver preso questa laurea le cose cambieranno! Purtroppo la mia passione per il turismo è esplosa piuttosto tardi (verso i 17 anni) ed era ormai impossibile tornare indietro e affrontare un istituto tecnico per il turismo.. che devo fare adesso, lascio gli studi? (premetto che teoricamente mi manca un anno ma con tutti gli esami che ci sono da fare mi ci vorrà 1 anno in più). Sono molto confusa e ultimamente ho sempre l’impressione di perdere tempo quando sto studiando..

info 28/08/07 - 3:57 pm

scoraggiarsi così quando sei in pratica all’ultima fase non va bene! che tu non abbia una provenienza dal tecnico del turismo non è poi che faccia tutta questa differenza. non importa a quale età ci si renda conto di una passione, l’importante è avercela.
che non ti rispondano all’invio dei cv è dovuto a più fattori, ma in fondo è anche coerente: perchè un’agenzia di viaggi dovrebbe risponderti e avere necessità di un profilo come te che si appresta ad una laurea in scienze del turismo e comunità locale?
immagino tu sappia di cosa si occupano le adv, all’università dovrebbero aiutarvi a capire meglio per quali contesti aziendali (o più che altro territoriali)il vostro profilo potrebbe essere spendibile. in ogni modo lasciare gli studi non è ragionevole, in alcun modo.

laura 31/08/07 - 1:16 pm

Sinceramente il corso di scienze del turismo che frequento è interessante ma non fornisce molte conoscenze tecniche o perlomeno non le approfondisce abbastanza per essere veramente utile ad una futura professione in qualsiasi settore turistico. Tante nozioni e conoscenze generali, ma in fondo nulla di veramente “concreto”. Da questo punto di vista vale forse di più una laurea in economia e gestione dei servizi turistici. Riguardo alla possibilità di trovare meglio un lavoro con questa laurea , credo che la situazione sia difficile comunque per i laureati di tutte le discipline. Forse all’estero la nostra laurea è più considerata ?

Giancarlo 06/09/07 - 11:54 am

Ciao a tutti. leggevo con grande interesse tutti i commenti di questo forum. Io lavoro da circa 15 anni nel settore (agenzie viaggi – tour operator) e vi posso garantire che quasi sempre la laurea non occorre a granche’ e soprattutto non garantisce l’inserimento in aziende del comparto. Credevo onestamente che il suddetto corso di laurea (cosi come altri riguardanti il turismo) desse delle nozioni di base supportate pero’ dopo da esperienze pratiche che mettano lo studente nelle condizioni di potersi realmente inserire nel mondo del lavoro. Purtroppo invece leggo dai vs commenti che siamo sempre nell’ambito delle conoscenze di base, delle nozioni generiche..in pratiche chiacchiere!!! credo invece che nel mondo degli studi universitari riguardanti il settore turistico si debba fare un’inversione di tendenza puntanto molto piu’ su cose concrete invece che restare al generico. Un consiglio a tutti: il miglio modo per poter entrare in questo settore e’ l’esperienza sul campo. Nel caso specificio delle agenzie di viaggi e dei tour operator non occorrono corsi, libri o quan’altro….ma soltanto una buona esperienza al fianco di persone preparate che possano insegnarvi questo lavoro che e’ fatto soprattutto di applicazione, conoscenze dei luoghi e delle destinazioni da consigliare ai clienti e conoscenze dei sistemi informatici. Buona fortuna

Lavy 06/09/07 - 12:03 pm

Ciao a tutti, mi sono laureata ad aprile in Scienze del Turismo c/o Milano-Bicocca e mi dispiace confermare (sopratutto ad Holly85) che, nonostante abbia conseguito il titolo, la mia situazione per quanto riguarda un lavoro in ambito turistico non sia per nulla cambiata.
Di annunci di lavoro inerenti all’ambito turistico ne ho letti davvero tanti e, se cerchi lavoro in una agenzia di viaggi, tutto serve tranne che questa laurea; le adv cercano soprattutto banconisti con minimo 2 anni di esperienza, conoscenza dei sistemi di prenotazione e delle lingue, e anche nel caso tu riesca ad entrarci non ti aspettare una grande carriera e un bello stipendio!!!.
In Bicocca ti fanno fare un sacco di moduli in sociologia del turismo e, ad un selezionatore, non credo proprio che interessi il fatto che tu sappia che cos’è un turista allocentrico o il dibattito tra turista e viaggiatore!
Le Università dovrebbero muoversi di più per garantire un corretto inserimento dei laureati, soprattutto nel settore della valorizzazione del territorio che è ancora in mano (nonostante si parli tanto dell’importanza delle aziende private…) alla Pubblica Amministrazione, magari inserendo i laurendi/neolaurati in progetti concreti.
Credo che il problema stia nel fatto che, per trovare un lavoro qualificato in ambito di promozione e marketing del turismo, non si possano seguire i canali quali internet (dove trovi annnunci di camerieri, baristi, animatori ecc), quindi chi ha gli “agganci” (vedi appunto Università…) dovrebbe porsi come tramite.
Non mi è capitato un solo annuncio (e da quando sono laureata ne avrò visti a centinaia) che richieda qto tipo di laurea, per cui in bocca al lupo a tutti i possessori di questa laurea un po’ inutile e speriamo che qualcosa si muova.
Lavy

Holly85 06/09/07 - 1:31 pm

Ciao Lavy…il tuo commento mi convince veramente ad abbandonare gli studi! Non so in quanti anni hai finito l’università ma a me l’idea di buttare via altri 2 anni (e aggiungerei anche molti soldi visto che sto facendo spendere un capitale ai miei tra abbonamenti del treno, i libri e le rette dell’uni!)non mi piace per niente! Perchè purtroppo mi sa che si tratta di tempo buttato via..
La cosa che però mi mette più tristezza è il fatto che per lavorare nel turismo (come in tutti gli altri settori, del resto)serve sempre esperienza…ma se nessuno ci permette di farla come facciamo ad averla??

Lavy 06/09/07 - 2:12 pm

Ciao Holly85, io l’Università l’ho finita nei tre anni, ma l’ho comiciata molto tardi (come dire…non sono più di primo pelo!!!) proprio perchè, quando avevo l’età e il tempo per studiare ho interrotto gli studi e mi sono ritrovata a doverli riprendere da “grande” e mentre lavoravo, per cui sconsiglio vivamente di interrompere perchè altrimenti rischi un domani di pentirtene!!!!!
Sul fatto poi che serva o meno a trovare lavoro è tutto un altro discorso…del resto, la delusione nel fatto di non trovare un lavoro a seguito dei sacrifici fatti per studiare è più grande rispetto a chi non si è laureato solo perchè uno che studia ha maggiori aspettative; mi spiego meglio: se non hai studiato e trovi lavoro, ad esempio in un call center (parlo per esperienza personale) ti scoccia ma pensi di non aver altre alternative, mentre se sei laureato ti scoccia di più perchè hai investito sul tuo futuro e sei rimasto fregato, ma alla fine il lavoro che fai è sempre lo stesso.
Il settore del turismo è affascinante ma credo che sia abbastanza chiuso non per colpa di noi studenti, per cui sarebbe un peccato che una persona non coltivasse la propria passione solo per la negligenza di altri (ossia di chi non ti mette in condizione di lavorare), ti consiglio quindi di capire bene cosa vorresti fare e, una volta identificato l’obiettivo, di perseguirlo..del resto qualcuno ce la fa, perchè non dovremmo essere noi?
Ciao
Lavy

laura 30/09/07 - 7:05 pm

ciao, qualcuno per caso è riuscito ad entrare in qualche ente turistico e sa darmi qualche indicazione?

grazie

laura 01/10/07 - 8:41 am

Buongiorno a tutti, io sono ad un passo dalla tesi in scienze del turismo all’università della Calabria e devo dire che non vedo l’ora di finire perchè non sono per niente contenta di questo corso di laurea in quanto non mi ha insegnato nulla di concreto, invece ho imparato molto nelle esperienze lavorative in estate, negli hotel.Speriamo che qualcuno valuti la nostra laurea nel campo del lavoro, altrimenti posso dire di avere perso 3 anni del mio tempo.

FT FormazioneTurismo 01/10/07 - 8:47 am

E’ veramente sconfortante quello che raccontate! Se potete raccontate le vostre esperienza anche nel forum all’indirizzo http://www.turismoformazione.it
è bene che si sappiano le vostre esperienze e le vostre opinioni, che siano di aiuto alle future leve ma anche a migliorare la formazione turistica nel sistema universitario. La Redazione.

laura 01/10/07 - 9:07 am

…adesso mi pare che stiamo esagerando un po’. E’ vero che scienze del turismo non è un corso molto professionalizzante, ma questa è la situazione di tante altre lauree di stampo umanistico in Italia. Una laurea può non essere un canale preferenziale di inserimento nel mondo del lavoro però mantiene un grande valore per quanto riguarda la formazione mentale e se fatta bene, l’università è comunque un’esperienza che arricchisce; prima o poi nella vita potrebbe tornare utile. Ricordatevi poi che comunque è un “pezzo di carta” che può servire ad accedere a concorsi, master e specializzazioni, anche di indirizzo diverso da quello prettamente turistico. Credo che l’idea che sta alla base dell’istituzione di questi corsi non sia di per sè sbagliata. Sicuramente il settore turistico avrebbe bisogno e sarebbe beneficiato dalla presenza di operatori con un’istruzione superiore e una buona cultura generale e questa carenza influisce sicuramente sulla qualità di molti servizi erogati. Il problema principale risiede putroppo nel fatto che il sistema del mondo del lavoro italiano non è ancora pronto per accogliere delle figure professionali con questo tipo di preparazione, ma forse in futuro le cose cambieranno. Per ora credo che, per chi vuole accedere a posti interessanti e fare una carriera nel settore, sia utile abbinare a questa laurea breve un buon master di specializzazione.
in bocca al lupo a tutti noi per il nostro futuro lavorativo!

Lavy 01/10/07 - 10:17 am

Ciao a tutti,
nonostante la mia laurea triennale non mi abbia portato, per il momento almeno, a sbocchi lavorativi nel campo del turismo, ho comunque deciso di iscrivermi al biennio della specialistica in Turismo, proprio perchè mi piace il settore che ho scelto.
Come giustamente ha scritto Laura, non si può dare per scontato che la laurea ti garantisca un lavoro, magari ad alti livelli, ma questo non è un problema legato solo ai corsi di laurea in turismo, bensì a tutti i corsi, soprattutto nelle discipline umanistiche.
Come tante persone, anche io, finita la laurea triennale, ho dovuto decidere tra un master e la specialistica; ho optato per la seconda scelta perchè neanche un master ti garantisce un inserimento nel mondo del lavoro (basta leggere i commenti degli ex-studenti dei master nei vari forum che trattano l’argomento)ma sicuramente ha dei costi più elevati, anzi direi che i master che vantano una maggiore percentuale di job placement sono proprio quelli che risultano inaccessibili alla maggior parte delle persone….
Questa è la realtà, purtroppo, e sicuramente per chi vuole inserirsi nel mondo delle agenzie viaggio/to oppure nel settore alberghiero questi corsi di studio sono abbastanza inutili; per chi vuole invece inserirsi nel campo del turismo inteso come gestione del territorio in senso più ampio, forse questo percorso di studi può dare degli sbocchi solo laddove l’università faccia da tramite con gli enti/aziende che si occupano di valorizzazione del territorio. Del resto non mi è mai capitato di trovare annunci di lavoro dove si cercassero persone preposte alla creazione di sistemi turistici locali piuttosto che consulenti di marketing turistico…ma proprio internet è un valido strumento per esaminare il mercato del lavoro e, fino a quando gli annunci di lavoro staranno sotto la categoria “turismo e ristorazione”, sarà ben difficile utilizzare i canali tradizionali per trovare uno sbocco lavorativo inerente al percorso di studi!
C’è da chiedersi perchè questi commenti non giungano alle orecchie di chi ha le possibilità (anzi il dovere!!!) di cambiare le cose, e nell’attesa che la situazione migliori, mi aggiungo al coro degli “in bocca al lupo a tutti”.

laura 01/10/07 - 10:40 am

sarebbe forse il caso di organizzarsi e scrivere una lettera aperta ai responsabili del nostro corso universitario

Lavy 03/10/07 - 7:48 pm

Ahimè, credo che chi organizzi i corsi di laurea abbia ben chiara la situazione; ritengo che il problema parta da più in alto!!
Scrivere ai responsabili potrebbe cmq essere un inizio, e, anzi sarebbe gradito se, in futuro, qualcuno che “conta” più di noi si prendesse la briga di leggere e rispondere a forum come questo; del resto credo che sia un dovere fornire un quadro realistico degli sbocchi lavorativi in ambito turistico, e certo questo lavoro per il momento lo stiamo facendo solo noi mortali internauti, mentre sui manifesti dei corsi di laurea si vanno sbandierando grandi carriere!!!!
Si potrebbe cominciare con il raccogliere le “promesse” dei corsi di studio e dimostrare, attraverso le esperienze dei tanti, tantissimi laureati che oggi magari lavorano nei call center, che tali aspettative sono state disattese, e soprattutto pretendere una risposta sul perchè.
Del resto una previsione la possiamo fare anche noi, e le alternative possono essere:
- laureato in turismo non trova sbocco occupazionale perchè i corsi non preparano adeguatamente (e allora si dovrebbero rivedere le materie trattate!!)
oppure:
- laureato in turismo non trova sbocco occupazionale perchè non c’è mercato che ricerchi queste figure professionali; questa alternativa è più grave della prima perchè, se tanto si parla di riforma in materia di turismo (che risale, in base alla legge quadro, al 2001)e noi dovremmo essere tra i primi ad evere una preparazione adeguata, il nostro lavoro (mi riferisco soprattutto all’ambito degli STL e ambiti affini alla valorizzazione del territorio) chi lo sta facendo?
Credo che chi di dovere la risposta ce l’abbia già, sarebbe cosa gradita se lo dicesse anche a noi……
Avere un feedback in tal senso permetterebbe a tanti di capire se vale la pena o meno iscriversi ad una laurea in scienze del turismo!!
Ciao
Lavy

FT FormazioneTurismo 03/10/07 - 8:08 pm

Un ciao a tutti quanti stanno contribuendo qui con i loro commenti. Sono Francesco Mongiello, colui che si è inventato questo strumento online e amministratore del portale FormazioneTurismo, nato proprio conoscendo sul campo le tante difficoltà che vi sono nel turismo sui temi formazione-lavoro. Premetto che non ho incarichi nelle università (a parte aver fatto da cultore della materia “marketing” e “marketing turistico” per 1 o 2 anni). Chiaramente non sono amato in certi ambienti, non faccio parte della casta degli accademici, e questo portale – nel suo piccolo – ha disturbato e disturba perchè ha reso pubblico ciò che in tanti sapevano già. L’invito che posso farvi, accogliendo l’invito di Lavy, è di aprire sul forum (indirizzo http://www.turismoformazione.it) una raccolta delle vostre esperienze, delle promesse mancate e delle vostre future aspettative, magari per specifica università.
La situazione non posso credere sia così diffusamente catastrofica, sono sicuro che casi di eccellenza in giro per l’Italia ve ne siano. Ma riuscire a ricostruire un quadro dal quale poi estrapolare o comunque diffondere questo malcontento credo possa essere un primo passo per attirare quell’attenzione che il problema merita.

Giulia 07/10/07 - 9:28 pm

Ciao a tutti, sono Giulia e studio” Scienze del turismo” a Torino.
La situazione è catastrofica per colpa della gestione dei corsi di laurea e del mercato del lavoro che impedisce ai laureati in questo campo di inserirsi senza sopportare stage e periodi non retribuiti. Il mio corso di laurea, in particolare, è basato su aspetti che non servono assolutamente per l’inserimento lavorativo e che rendono teorico e virtuale tutto il corso di studi. E purtroppo è ancora legato alla facoltà che è Lingue e letterature straniere, che tratta nel dettaglio la letteratura e la lingua con un metodo troppo “scolastico” e poco “lavorativo”.
Con questo spero di laurearmi in fretta e trovare un master non troppo dispendioso e interessante e successivamente entrare nel mondo del lavoro nel settore turistico – gestionale. Ciao…

Manuela 09/10/07 - 7:22 pm

Ciao a tutti, sono Manuela e studio scienze turistiche a Pistoia (sede distaccata dell’uni di Firenze). Tralasciando alcuni particolari veramente imbarazzanti su questo corso di laurea attivo a Pistoia, vorrei vivamente sconsigliare a tutti questa facoltà. Alcune materie di insegnamento sono veramente inutili, altre invece lo diventano grazie a dei prof che si improvvisano esperti in materia facendoti capire assolutamente niente. Materie a parte, la sede non è affatto idonea per un corso universitario, forse, potrebbe andare bene per accogliere una scuola superiore…Non esiste una mensa, una sala informatica e le aule sono piccole e poco funzionali. Inoltre Pistoia è una piccola città in cui la maggior parte dei suoi cittadini ignora l’esistenza di questa università…immaginatevi,quindi, quanti privilegi può avere uno studente fuori sede…nessuno!!! Scusate il libero sfogo, ma credo che sia ora di far sapere la realtà, avendo vissuto la situazione in prima persona.Ciao ciao!!

Lavy 10/10/07 - 10:59 am

Ciao Manuela,
leggere il tuo commento mi tira quasi su di morale…noi in Bicocca a livello di infrastrutture non siamo messi male, ma capisco che il paragone non regge!
Abbiamo comunque anche noi i ns problemi di organizzazione, legati sopratutto alla segreteria studenti (non tanto quella didattica che, tutto sommato, funziona bene) ma credo che sia per l’alto numero di studenti che deve gestire.
Riferendomi invece al commento di Giulia, la triennale in Scienze del Turismo (così come la specialitica) sono sotto la facoltà di Sociologia, e questo ha altamente penalizzato lo studio delle lingue: nella triennale non è previsto un corso di lingue vero e proprio (nel senso che devi fare un test iniziale, poi in base al livello ti assegnano delle ore di lezione che però non sono obbligatorie) e l’esame prevede una parte sulla grammatica e sulla reading, ma solo scritto!
Ora non so se i programmi di studio si differenzino da ateneo a ateneo, certo è che, visto che sotto il termine “turismo” rientrano molti (troppi) ambiti, il rischio è che si faccia di tutto un po’, senza approfondire nessuna tematica; forse sarebbe il caso di creare più curricula, di modo che uno studente possa focalizzarsi sul settore che più gli interessa (del resto chi vuole lavorare ad esempio in un hotel deve avere conoscenze diverse da chi vuole operare in un tour operator!) e prevedere dei reali percorsi di inserimento (va bene anche attraverso degli stage, che però siano sinonimo di formazione e non di sfruttamento!)
Sempre nella speranza che qualcuno accolga i nostri appelli…buono studio a tutti!

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