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La Formazione Universitaria per il turismo

Nel corso degli ultimi anni il sistema universitario italiano ha subito una profonda trasformazione. In passato, prima della riforma, gli studi in Italia, erano ad un solo livello: tutti i corsi avevano una durata compresa tra i quattro e i sei anni, al termine dei quali veniva conferito un unico titolo, la laurea.

Dall’anno accademico 2001/02, con lo scopo di offrire agli studenti percorsi più brevi e spendibili anche in rapporto allo scenario europeo, prevede più livelli:

  • Il primo, triennale, che attraverso il riconoscimento di 180 crediti formativi termina con il conseguimento di una “laurea di primo livello”
  • Il secondo, biennale, che termina con il conseguimento della “laurea di secondo livello” (o specialistica).

La riforma universitaria ha introdotto le classi di laurea, che raggruppano corsi di studio dello stesso livello e con gli stessi obiettivi formativi. Sono così individuate 42 classi di laurea di primo livello e 104 di secondo livello. Le classi di laurea specifiche per il settore turistico sono la classe 39 (Scienze del turismo) per il primo livello e la classe 55/S (Progettazione e gestione dei sistemi turistici) per il secondo livello.
Occorre dire però che molte ombre si addensano sugli esiti occupazionali dei giovani laureati in relazione soprattutto al mercato del lavoro.

Inoltre, nonostante l’attivazione dei numerosi corsi di laurea, ad oggi non vi è un riconoscimento giuridico dei laureati in materie turistiche nel senso che non vi è alcuna “corsia preferenziale” ad esempio nell’occupazione nell’ambito degli enti pubblici per il turismo o altre tipologie di opportunità di lavoro. Il laureato in turismo è al pari dei laureati provenienti da altro tipo di formazione è concorre in maniera identica senza alcun privilegio rispetto ai contenuti – perlomeno formativi – della propria professionalità. (Se ne parla nel Forum).


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